Die Hard - Vivere o morire (Live Free Or Die Hard) (2007)

Aprile 20th, 2008 scritto da LukeZeus

La locandina del film ''Die Hard - Vivere o morire'' (Live Free Or Die Hard) (2007)La saga di Die Hard cominciò nel 1988 per la regia di John McTiernan, ed ha avuto altri due fortunati episodi negli anni a seguire. Ebbene, dopo 12 anni di “riposo” dall’ultima avventura, l’agente John McClane (interpretato dall’immarcescibile Bruce Willis) ritorna a far danno sul grande schermo con un nuovo episodio, chiamato Die Hard - Vivere o morire (Live Free Or Die Hard), nonostante abbia qualche anno di più e sia ormai calvo (anche se bisogna ammettere che Bruce Willis non ha mai sfoggiato una folta capigliatura…). Dove c’è Bruce Willis, bisogna essere certi che ci saranno azione e battute in gran quanitità, ma lo smalto dello scalmanato poliziotto è rimasto intatto dopo tutti questi anni?
E’ il 4 luglio, negli USA si celebra il giorno dell’Indipendenza, un guru dell’informatica chiamato Thomas Gabriel (Timothy Olyphant) organizza con la sua banda di hackers un massiccio attacco alle reti informatiche statunitensi, causando il panico tra la popolazione e le autorità. L’FBI scopre che qualcuno sta sfruttando le falle nei sistemi informatici, perciò incarica gli agenti disponibili (non molti, vista la ricorrenza del 4 luglio) di andare a prelevare alcuni hackers inseriti in una loro “lista nera”.
Bruce Willis nei panni del poliziotto John McClaneJohn McClane viene incaricato di andare a prendere Matt Farrell (Justin Long) il quale, come molti altri hacker che vengono misteriosamente assassinati nel giro di pochissimo tempo, aveva inconsapevolmente lavorato per l’organizzazione criminale; proprio mentre il nerboruto agente irrompe, l’hacker subisce l’attacco di un commando assoldato da Gabriel, ma fortunatamente McClane riesce a salvarlo e a portarlo negli uffici federali. Bowman (Cliff Curtis), il capo del Dipartimento, ordina il trasferimento di Farrell agli uffici della difesa nazionale, tuttavia durante il tragitto McClane scopre che la banda di Gabriel si è impadronita anche delle comunicazioni radio della polizia, con lo scopo di tendere una trappola a Farrell ed eliminarlo. Gabriel dapprima cerca invano di corrompere McClane, e poi minaccia il poliziotto facendogli temere per l’incolumità della figlia Lucy (Mary Elizabeth Winstead)…
Bruce Willis (John McClane) e Justin Long (Matt Farrell)Le premesse sul nuovo episodio di Die Hard non erano le migliori: un nuovo regista, la paura che il film sarebbe stato solo l’ennesimo tentativo di sfruttare una saga di successo, il timore che Bruce Willis non sarebbe stato più in grado di portare sullo schermo lo stesso personaggio dopo tutto questo tempo provocandone quasi una stanca involontaria parodia. Chiariamo subito che la presenza scenica dell’attore principale non si discute assolutamente: nonostante in passato abbia girato alcuni film che al botteghino furono accolti in maniera piuttosto fredda (come Il falò della vanità di De Palma, che comunque a mio avviso è un film molto interessante) Willis è una garanzia indiscussa.
In definitiva, il personaggio di McClane è sicuramente cambiato dai tempi del primo Die Hard, ma l’essenza del poliziotto rude, tutto muscoli, azioni e battuta facile, è rimasto intatto. Il protagonista poi dimostra di essere in forma veramente strepitosa! Il fatto che Willis abbia questa indubbia presenza scenica, rappresenta l’arma a doppio taglio del film: se non ci fosse stato il carismatico attore, tutto il lungometraggio sarebbe miseramente imploso. Sembra quasi un’ovvietà, perché è normale che il successo di un film dipende anche dal cast (e se gli attori sono “azzeccati”, evidentemente le scelte del casting si sono rivelate oculate), ma in alcuni casi è palese come il protagonista si erga al ruolo di Atlante che sorregge il mondo sulle spalle.
Il cattivo di turno, Thomas Gabriel (Timothy Olyphant)E Die Hard – Vivere o morire purtroppo rientra in questa categoria di film: a parte Bruce Willis, il resto del cast è piuttosto anonimo e poco credibile nei ruoli assegnati, a cominciare dal seppur simpatico Justin Long (che interpretava il Mac nella famosa saga di spot pubblicitari “Get A Mac” della Apple) per finire con la nemesi di McClane, impersonato da Timothy Olyphant, che purtroppo per lui non è né un Alan Rickman (Hans Gruber in Die Hard) né un Jeremy Irons (Simon Gruber in Die Hard 3): sarebbe stato necessario un attore di un certo calibro capace di tener testa a Willis, che quindi si trova di fatto ad essere il “one man show” di tutta la pellicola.
Bisogna sottolineare come negli USA tutti gli episodi precedenti avessero come divieto il cosiddetto “Rated R”, per cui nelle sale cinematografiche un film può essere visto da minori di 17 anni solo se accompagnati da un adulto. Invece per questo episodio la Twentieth Century Fox ha posto la condizione che, per ragioni di marketing, il film dovesse avere il divieto “PG-13”, quindi è questo il motivo per cui il prodotto finale non è così violento e sboccato come gli episodi precedenti, addio a sangue e sparatorie truculente, sono un malinconico ricordo le battute come “Yippie-kay-yay, motherfu**er”…
Mary Elizabeth Winstead interpreta Lucy, la figlia di John McClaneIl soggetto parte da un pretesto piuttosto trito e ritrito, che fa leva sulle fobie post-11 settembre di un attacco informatico che metta in ginocchio il nostro abituale modo di condurre la vita (transazioni finanziarie, borse valori, database, etc.) inanellando anche una serie di ingenuità tecniche che tutto sommato nell’economia della storia possono anche essere trascurate. E comunque poi c’è sempre l’eroe di turno, guarda caso Bruce Willis, che riuscirà a risolvere la situazione. Una trama veramente originale!
La sceneggiatura, sempre per il motivo di autocensura imposto dalla produzione, manca di quelle colorite battute che hanno sempre caratterizzato il personaggio di McClane: non voglio dire che egli sia diventato un rigoroso osservante del Galateo, ma la differenza con i precedenti film risulta piuttosto stridente. Tuttavia, in alcuni momenti non mancano dei dialoghi piuttosto divertenti che strappano le risate agli spettatori. Come al solito, non voglio rovinare la sorpresa agli spettatori che vorranno visionare il film, ma vi preannuncio una serie di situazioni estremamente ingegnose ma al limite della fantascienza, fra le quali un’automobile che riesce ad abbattere un elicottero…
Mai (Maggie Q), la spietata donna di Thomas GabrielQuanto detto finora sembra essere una netta stroncatura del film; in realtà la pellicola ha alcuni pregi oggettivi. Innanzitutto, le regia di Les Wiseman (regista di Underworld e del suo seguito Underworld: Evolution) è da manuale, dimostra di essere un professionista estremamente competente nella realizzazione di un action movie coi fiocchi. Perciò il film è decisamente riuscito dal punto di vista tecnico, il montaggio risulta serrato nei momenti in cui la situazione lo rendeva d’obbligo. Gli effetti speciali, sonori e visivi (che coraggiosamente fanno un uso molto limitato della CGI) contribuiscono a rendere il film un enorme giocattolone che, volenti o nolenti, coinvolge lo spettatore: se non altro, in qualche modo cercano di compensare le intrinseche lacune della pellicola.
John attento all'elicottero! Oppure è l'elicottero che dovrebbe stare attento a John...?Il “problema” del film comunque risulta proprio nel riportare la dicitura Die Hard nella locandina: i fan di McClane (tra i quali mi annovero) erano abituati a ben altre cose, il film si lascia vedere, e permette di rilassarsi per due ore disconnettendo il cervello, ma si percepisce come il confronto con i precedenti episodi possa lasciare un po’ di amaro in bocca per i motivi sopra esposti. Per tirare le somme, non volendo fare paragoni, Die Hard – Vivere o morire è un buon film d’azione, coinvolgente, ben realizzato e, soprattutto, a tratti molto divertente, nonostante qualche eccesso di inverosimilità degno di un videogioco. Preparate i pop corn, disconnettete il cervello e buona visione.

Questo articolo è stato pubblicato Domenica, Aprile 20th, 2008 alle ore 17:15 nella categoria Cinema. Puoi seguire le risposte tramite il RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un commento, o fare un trackback dal tuo sito.

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